Ieri, 22 marzo 2016, in un post sui talent, mi "divertivo" (ma fino ad un certo punto) ad osservare i talent come un diretto sfruttamento industriale di un malessere relazionale della società.
Un disagio che troverebbe certamente altre vie di sfogo, se gli autori dei formati musicali per la tv non fossero giunti a mungere la vacca per primi e a protrarne i benefici effetti economici per così tanti anni. In tutto o quasi il pianeta.
Ma di questo ne ho già scritto, e quanto ho scritto è la mia visione sull'argomento.
Una visione orientativamente condivisa da critici, autori e intellettuali a cui una controparte più riformista contesta l'asservimento alle politiche del servilismo capitalistico o, per meglio dire, la registrazione di un'evidenza delle comunità ammansite dai "media di guardia".
mercoledì 23 marzo 2016
martedì 22 marzo 2016
Perché credo che i talent show siano centri di riabilitazione
Un amico di Facebook ha postato una videointervista della webzine Fanpage.
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