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“Vèstiti male” è un saggio di concentrazione da parte di Davide sulla necessità di salvaguardare la propria integrità di uomo, di artista e di musicista in una stagione in cui anche mente scrivo queste quatto righe di commento ad un lavoro assolutamente pregevole per “promuovere un artista indipendente”, so che pochi o più probabilmente nessuno farà la fatica di fare click sul link che porta a questa recensione.
Davide, e tutti gli artisti che io seguo assieme a tanti altri operatori appartengono ad un sistema a circuito chiuso in cui difficilmente qualcuno entra per semplice curiosità.
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Un esempio di questa mirabile sintesi di resistenza umana Davide lo palesa, a mio dire, nella canzone “Un giorno piove” una steady ballad in tempo medio che indossa un ombrello per proteggere l’uomo comune dalla noia di un tempo immobile, irriducibile e corrosivo per le relazioni e la qualità della vita.
La canzone che dà titolo all’EP “Vèstiti male” è un’ulteriore grido per un essere umano che non trova il coraggio per urlare il proprio smarrimento .
Ma forse l’esperienza più cruda di questo lavoro è la canzone “Alto mare” che, oltre ad un arrangiamento da ascoltare ad alto volume verso la fine, vede messo in bocca al suo protagonista ideale la frase “ è solo sperare troppo a lungo mi ha reso così duro!”. Commovente!
Ora non ci rimane che aspettare di vedere il Solfrini portare in giro questo lavoro e il resto del suo repertorio in giro per l’Italia.
Intanto ora , voi, se mi avete letto e se vi ho incuriosito, cercate Davide Solfrini sul web, ascoltatelo, comprategli l’EP e gli altri lavori, seguite anche me su StereoBus con le mie playlist. Insomma, fatevi sostenitori del progetto di un autore ha bisogno di orecchie aperte, applausi e voci che lo approvano. Lui, Davide Solfrini, come decine di altri stimati autori in Italia.
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