Pink Floyd sì, Prog altrettanto, jazz rock altrettanto, rock qualcuno ma senza punte di desiderio, parecchie occasioni di cantautorato italiano e internazionale, ma nessuno che volesse salire sul Sottomarino Giallo con me!
Quella che sembra essere una riflessione peregrina - per non dire decisamente marginale ad un viaggio che era partito dalla intenzione di commentare un disco in vinile per ogni post pubblicato -, beh questa riflessione si presenta come l'effetto di un'onda gravitazionale inattesa, scatenatasi per caso nel mio universo mmemonico.
Ma tanto casuale alla fine non è, a pensarci bene. Oggi, 29 settembre 2018.
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The Beatles, 1965 ca. |
E ad osservare ancora meglio la situazione, attraverso quegli indizi che un giovane adolescente come ero all'epoca poteva maneggiare, da nessun giornale, scaffale di libreria, di dischi, delle edicole delle tante diverse città italiane che frequentavo emergeva una evidente intenzione di sostenere la memoria del più recente passato musicale, mediante riedizioni o repackaging, oggi così attuali.
Trovare copie delle vecchie stampe dei Beatles, ma non solo di questa band, era un'opera ardua, a Milano come a Torino, a Napoli (Molto di meno) o a Roma!
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"With the Beatles" nella versione italiana |
E a me, veniva un cazzo di nervoso (scusate per il "nervoso"!)
Per non dire di quanto fosse improbabile la versione italiana delle copertine dei primi album, tutte diverse dall'edizione inglese!
"Please, please me and 12 other songs" riportava uno scatto dalla sessione che sarebbe stata utilizzata per il secondo album "With the Beatles", quella dei quattro con maglie nere di lana a collo alto su sfondo nero.
Per il secondo album invece, al posto dello scatto con maglie nere, nella versione italiana c'era uno scatto effettuato al parco, molto solarizzato.
"Hard day's night", anzichè blu, era rossa! Ma perché ???????
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"Help!" nella versione italiana |
Però, in Italia, in occasione del concerto all'Adriano, la Carisch che distribuiva la Parlophon (senza la E) aveva pubblicato un disco, in edizione mono, contenente un'antologia da brividi della prima stagione della band!
E la copertina era uno scatto tratto, dalla prima tournèe americana.
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"The Beatles in Italy" |
Dal Sergente, la band avrebbe avuto un controllo diverso su tutta la produzione, esigendo maggiore rispetto delle edizioni inglesi, in tutto il mondo.
Prassi, oggìdì, scontata.
Ma, all'epoca, l'editoria musicale non era affatto globalizzata, bensì MOLTO LOCALIZZATA, cosa che nel tempo ha dato vita, però, ad un mercato delle versioni più rare per i collezionisti.
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The Beatles Raccolta rossa, 1962 - 1966 |
Me le hanno regalate in cd più di 20 anni fa, in jewel case; e non ho neanche mai avuto nessuna di tutte quelle raccolte di natura tematica, roba che ho sempre ritenuto una faticosa speculazione commerciale per ridistribuire il loro materiale per accontentare diversi tipi di pubblico in tutto il mondo.
Sono dell'idea che se l'artista ha concepito e autorizzato ad ascoltare la propria tela sonora secondo una determinata sequenza, lo spettacolo dal suo punto di vista - che piaccia o meno - è quello.
Poi, con la tua copia, interagisci come credi, ma dopo esserti interrogato anche sul perché di un "film musicale" siffatto.
Nessuno si sognerebbe mai di saltare una scena di un film.
In un progetto musicale, le cose stanno alla stessa maniera.
Nel prossimo post voglio scrivere delle sollecitazioni artistiche che la band mi ha suggerito, spingendomi a ripercorrere itinerari un pò impolverati nel tempo.
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