Ci si arrangia anche per contenere i costi al punto tale da finire per legittimare il contributo dilettantistico come l'espressione di una protoforma di estetica di una qualunque delle fasi della filiera musicale.
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Don Rodriguez, "La sostamza dei fatti", 2018 |
Le premesse dichiarate nei comunicati stampa sono interessanti: il lavoro racconta le sensazioni di un gruppo di ex giovani che, nell'affacciarsi ad un'età diversa, si voltano ad osservare con malinconia un tempo che aveva ruotato intorno ad un luogo, una discoteca, spazio delle prime ed ultime prove di spensieratezza trado adolescenziale.
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I Don Rodriguez |
Uno dice: tò, echi di Proust, di Teen spirit, di TARM, di Smiths, di shoe gaze.
Inquietudine inerte e contenuta, vagheggiata nell'ossessione di un beat rock contornata di riff, di versi brevi e di refrain accennati.
Dieci pezzi buttati giù come fossero dei demo in studio, una sorta di preproduzione a cui erò non è seguita una scelta più accurata da inserire in uno o due EP su cui concentrare maggiore attenzione e cura.
Peccato, perché "Agosto" è un'introduzione al lavoro colpisce per la qualità della riflessione al pari di "Giorni, settimane".
Poi, deve essere parso irresistibile l'idea di fottersene dell'idea di costruire una identità forte e i Don Rodriguez hanno ficcato nell'offerta musicale un pò di tutto nello stile dei KUTSO, non possedendo però l'esperienza, le doti sceniche e strumentali di questi ultimi.
assente, smarrito di chi canta.
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