Poco prima che accendessero le luci in sala, tra l'altro in un momento delicato per le emozioni di chi ha pagato il biglietto e in quel momento sta vivendo un transfert quasi onirico con la magia di qualunque racconto cinematografico, dicevo poco prima che ci risvegliassero brutalmente in questo brutto cinemaccio di periferia, io e mio moglie ci eravamo voltati l'uno nell'altra, ritrovandoci in lacrime o meglio visibilmente emozionati.
Sì, palesemente emozionati, in un certo senso traumatizzati da una narrazione che non mi permette di pensare che "Mia madre" possa essere un bel film.
Ma un BUON film certamente sì.
Giulia lazzarini e Margherita Buy ne "Mia madre" di Nanni Moretti |
Margherita, il nome della regista in cui Nanni Moretti sì è voluto in qualche maniera "incarnare", è LA "regista tipo" vittima di un processo, quello della fuga dalla realtà fisica nella realtà della narrazione, che accomuna ogni artista al suo destino, alla sua gabbia dorata di essere umano appagato dal dominio/controllo di una vita fisicamente intesa che di fatto o diventa oggetto di indagine o la subisci come attore di un film girato da qualcun altro.
Posto in questa dimensione dialettica, a cui tra l'altro Moretti ci ha abituato da tempo, il film svolge il suo percorso con la solita efficacia del regista.
Ma per la prima volta, si avverte una pacatezza quasi bergmaniana, un bisogno di "stare dietro" l'enfasi del tono per lasciare spazio al racconto di un dolore umano che la regista Margherita non riesce ad ignorare affatto.
Un dolore che, nel corso del film, rende tutti i rapporti sempre più stretti, quasi oppressivi, ma al tempo stesso caldi, necessari, terapeutici e catartici.
Margherita ha accanto un fratello interpretato magistralmente dal regista stesso a cui gli sceneggiatori hanno dato il compito di sostenere il ruolo che l'uomo Nanni Moretti, pare, non abbia potuto svolgere mentre durante le riprese di "Habemus papam" sua madre stava morendo.
Ma questi aneddoti privati hanno poco significato nell'efficacia del film.
Margherita Buy ci restituisce la figura di una regista imbarazzata e decisamente esausta dalla fama che la circonda.
John Turturro nel ruolo dell'attore cinematografico |
La madre è interpretata da una Giulia Lazzarini, mai sopra le righe.
Mauro Boccuni
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