venerdì 6 agosto 2021

"All things must pass", l'inizio della ricerca spirituale in musica di George Harrison

Hanno appena pubblicato su Spotify il nuovo mix di "All things must pass" con cui George Harrison conclamò la sua energia di ricerca spirituale attraverso una visione totale ed enciclopedica del suo repertorio musicale. 

"All things must pass" mi ha sempre fatto molta impressione per la saggezza conquistata da un giovane musicista (aveva 28 anni all'epoca, se non erro) che, all'apice della sua fortuna critica e di successo, sente che quella impellenza interiore di ascolto di voci e verità intime così lontane dalle leggi della mondanità in cui era immerso fino al collo, non poteva più attendere oltre

Inoltre, la risposta di consenso popolare per questo triplo album, temibile anche per una star delle sue proporzioni, non si fece affatto attendere, dimostrando che questo possente lavoro si rivelava capace di intercettare le vibrazioni di una società tesa, nevrotizzata e confusa da troppi inganni e bugie internazionali. 

George Harrison non aveva da tempo più molto a che fare con la visione musicale al tempo beffarda, cupa, sarcastica, festosa in una parola caleidoscopica e variegata con cui gli ultimi Beatles, capitanati da McCartney, si ostinavano ad intrattenere un pubblico, ben disposto a non saperne di diventare adulto.

George Harrison cantava, come in parte anche Lennon anche se con obiettivi diversi, la giustizia immorale della Morte che istruisce l'Umanità alle leggi dell'immanenza e all'uso del tempo offertoci in vita per scrivere una trama che parli di noi per come sappiamo e possiamo, possibilmente senza offendere chi fa altrettanto :)

Harrison non è stato e non è un mio ascolto corrente, salvo che per alcuni pochi titoli. Gli preferisco atmosfere meno militanti per contenuto e soprattutto insistente ricorrenza, anche se per conto di un dio buono e comprensivo. O forse gli preferisco lo stesso tipo di narrazione ma osservato dalle miserie umane da cui può emergere la commedia, la favola, la poesia degli esclusi.

Non mancano nei dischi di Harrison da solista le vignette sarcastiche sulla realtà socio economica, come aveva già ampiamente dimostrato nei Beatles con brani come Piggies, Taxman o Savoy Truffle.

Ma nel quartetto che lo ha reso famoso, il predominio, seppur "democratico" :), di McCartney e di Lennon, non gli lasciavano lo spazio e soprattutto l'agio necessario per esplorare la complessità della sua effervescente creatività dove si ritrovano soul, r&b, spiritual, folk, country, blues.  

"All things must pass", remix 2020, prima pubblicazione 1970

 

mercoledì 23 settembre 2020

Un "valletto" molto motivato :)

 

Mamma con Imagine e Hey Jude, 2017 Pozzuoli
Nel lontano 1976, vivevo a Ivrea dopo sono nato e dove ero ritornato nel 1970 da Napoli, al termine della terza elementare.

Avevo vissuto al Vomero, un noto quartiere collinare della citta partenopea e andavo a scuola alla Quarati, un istituto che associo ad un ricordo musicale.

Nel 1968, dovevo operarmi di appendicite e i miei erano più gentili del solito nei miei confronti. 

Nel mese di febbraio di quell'anno, i Vanilla Fudge erano venuti a SanRemo, mi erano piaciuti e io ero in macchina con papà, accanto a lui.

I Vanilla Fudge, 1968

Il discorso fa una deriva su quella esibizione e tutti e due ci diciamo che avremmo desiderato conoscerli meglio. O forse io gli esprimo un desiderio e lui cerca di esaudirlo, chissà...

Così papà, prima, andò a comprare il 45 giri di "Some velvet morning" che contiene una versione ridotta rispetto a quella sentita in televisione.


Lo prese in un negozio dietro la galleria Umberto, un negozio di cui si sono perse del tutto le tracce, oggi.
All'epoca i dischi li ascoltavamo sulla fonovaligia grigia del Reader's Digest, un giradischi stereofonico di fascia assolutamente popolare di cui papà era molto geloso. 

Per non so quale motivo, dal singolo papà decide di passare all'acquisto dell'album, del primo album dei Vanilla Fudge dal titolo omonimo, da poco uscito in America e anche in Europa.


Copertina conturbante, con un nudo donna passato ad un filtro ottico che ne altera del tutto i colori e in parte anche le forme. Il nome della band in giallo, mentre sul retro una foto in b/n riprende dal basso i componenti del gruppo, tutti giovanissimi, sorridenti, pieni di energia, vita, entusiasmo per il radioso futuro che li attendeva. (ndr: dopo avere montato l'immagine, mi sono reso conto che tra il mio ricordo e la fotografia c'è un'evidente differenza. Ma ho preferito lasciare il ricordo)

Mi piaceva il disco? Non ho un ricordo sgradito associato a quel disco, al suo contenuto, potevo sentirlo senza particolare fastidio.
Io ero attratto in maniera fetiscistica dall'oggetto! Così come mi reclamavano i libri sugli scaffali, le loro copertine misteriose, le rilegature non tutte uguali.

Nel 1970, dopo avere terminato la terza elementare a Napoli, faccio ritorno a casa dai miei a giugno che si erano già trasferiti a Ivrea per un'ennesima promozione di carriera professionale a mio padre.

In quei tre mesi ero stato dai miei nonni paterni a Napoli, nella stessa casa di famiglia dove poi avrei cresciuto la mia famiglia dal '92 al '98.

Dalla e De Gregori, 1978

A Ivrea, ho finito le elementari, ho fatto le medie e il ginnasio, poi di nuovo...PARTENZA! per una nuova città per un'ennesima promozione professionale di papà!
Feci in tempo a vedere a Torino la data del tour di Dalla e De Gregori e poi la mattina dopo prendemmo l'aereo per Capodichino e ciao Ivrea! Che palle!

Arriviamo al 1976 che è l'anno in cui mamma mi regala i due dischi con cui le ho chiesto di farsi fotografare nel 2017 a Pozzuoli.

Eravamo soliti prendere un autobus da Ivrea per raggiungere la sede del centro terapeutico torinese dove mi sottoponevo a degli stretching muscolo scheletrici per la schiena.

Un giorno di settembre, chè il mio compleanno si avvicinava accanto alla fermata dell'autobus che ci avrebbe riaccompagnati a casa, sotto i portici accanto ad una edicola, un ragazzo vendeva una serie di album.

Mamma mi invita a scieglierne un paio. 

In realtà, dopo avere visto Imagine di Lennon, pezzo che le piaceva mi impone di prendere quel titolo e poi mi chiede di sbrigarmi perchè l'autobus era in  arrivo.

Io prendo la compilatione Hey Jude dei Beatles perchè volevo ascoltare del rock.

Ah ecco ora mi ricordo perchè mamma mi propose di portare a casa della musica più internazionale: io, in quel periodo, ascoltavo solo musica pop italiana dalla classifica della Hit Parade di Lelio Luttazzi e a mia madre questo repertorio faceva letteralmente ribrezzo! 

Mi disse che non la sopportava più ed, in retrospettiva, agì con giudizio.

Con giudizio, anche se molta di quella musica non era poi così detestabile 😊

Comunque, mal gliene incolse - a mamma - perchè appena arrivato a casa misi ad alto volume "Can't buy me love" e venni sbalzato nell'iperuranio dell'impero Beatles, senza rendermene conto e diventando un fanatico radicale che a dicembre di quell'anno avrebbe acquistato tutta la discografia della band, facendo lavori e lavoretti perchè un LP costava 3500 lit e potevo contare sulle 100/200 lit chi ricavavo appropriandomi senza sosta e con massima specializzazione di tutta l'area più delicata associata alla intensa fase di public relation casalingo dei miei: assicurare la mise en scene della tavola da pranzo in soggiorno con dettagli di crescente raffinatezza. 

Insomma ero il "valletto specializzato" di mia madre, un valletto MOLTO MOTIVATO!

lunedì 21 settembre 2020

Il 21 settembre del 1987 moriva il bassista Jaco Pastorius

Un contatto, Piero Montanari, bassista professionista italiano, ha ricordato, con suo aneddoto, di quando Jaco Pastorius suonò a Roma nel 1982 assieme ai Weather Report.
Io ho condiviso il suo post con questo mio commento:

Io ai WR ci sono arrivato dalla collaborazione di Pastorius con Joni Mitchell. Da Don Juan fino al live che celebrava il tour di "Mingus". 

Quando Pastorius suona io lo vedo (lo vedo, non lo sento) fare due cose principalmente: intreccia corde di panno elastiche multicolorate che sposta nello spazio fissandole quà e là e poi lancia grappoli prepotenti di vernice colorata sulle tele del tempo musicale. 

Tutto questo reggendo magistralmente tutta l'architettura armonica. 

Io lo associo ad un altro artista straordinario, Michael Hedges, morto anche lui prematuramente e dall'immenso talento.

giovedì 18 ottobre 2018

"I nastri ritrovati", 2018 di Luciano Cilio e Girolamo De Simone

Girolamo De Simone, compositore e pianista
Girolamo De Simone,
compositore e pianista
L'amico Girolamo De Simone, mente brillante attiva a diversi titoli nel fervido territorio musicale napoletano degli ultimi quarant'anni, durante uno dei suoi recenti percorsi "investigativi" tra gli archivi sonori a cui ha avuto accesso, riconosce in un nastro una voce a lui familiare e soprattutto cara.

Luciano Cilio sulla copertina  del cd/vinile "I nastri ritrovati
Luciano Cilio sulla copertina
del cd/vinile "I nastri ritrovati
Nel nastro, tra una prova, una esperienza di chimiche acustiche inconsuete e qualche appunto di composizione da sviluppare chissà quando, emerge distinta l'identità di Luciano Cilio, un architetto di strutture sonore sonore ardite, provvide per gli amici che negli anni settanta seppero "sentire" oltre, ma che lasciarono indifferenti le terrazze del bon ton artistico e politico del tempo.

Da quanto ho capito dai racconti e dalle letture, Luciano Cilio era un'anima fragile capace di raccontare con entusiasmo e coraggio la propria inevitabilità, ma non seppe resistere all'esilio artistico.

Luciano, così come aveva preannunciato la potenzialità del suo talento ancora in fase di sviluppo, decise di prendere il Grande Autobus e, senza un biglietto di ritorno, se n'è andato altrove da noi.
Preferendo un oblìo.

martedì 2 ottobre 2018

Viaggio di una vita attraverso i vinili - Giorno 04

Viaggio di una vita attraverso i vinili Blog Mauro Boccuni
Nel precedente post, mi sono addentrato nell'intricata ragnatela formata dalle innumerevoli associazioni che il repertorio musicale dei Beatles e gli innumerevoli interessi culturali della band hanno offerto ai loro fan, nel corso degli anni.

Tante cose sulle loro passioni come artisti e giovani uomini le avremmo scoperte attraverso la copiosa pubblicistica dei cinquanta e passa anni trascorsi dalla pubblicazione del loro primo singolo "Love me do", nel 1962.


Ma per chi si affacciava, negli anni sessanta, CON i Beatles, sul varco temporale della loro energia, poteva cogliere già tanti spunti. Quali? Cominciamo con la fotografia e la grafica.

domenica 30 settembre 2018

Viaggio di una vita attraverso i vinili - Giorno 03

Viaggio di una vita attraverso i vinili Blog Mauro Boccuni
Nel precedente post sulla mia storia attraverso i vinili ero rimasto al punto che trovavo qualche difficoltà ad incontrare - lì dove ho trascorso la seconda parte adolescenza, cioè la città di Caserta - qualche amico, compagno, conoscente che amasse condividere con me la passione per la galassia bitolsiana.

Pink Floyd sì, Prog altrettanto, jazz rock altrettanto, rock qualcuno ma senza punte di desiderio, parecchie occasioni di cantautorato italiano e internazionale, ma nessuno che volesse salire sul Sottomarino Giallo con me!

Quella che sembra essere una riflessione peregrina  - per non dire decisamente marginale  ad un viaggio che era partito dalla intenzione di commentare un disco in vinile per ogni post pubblicato -, beh questa riflessione si presenta come l'effetto di un'onda gravitazionale inattesa, scatenatasi per caso nel mio universo mmemonico.

Ma tanto casuale alla fine non è, a pensarci bene. Oggi, 29 settembre 2018.

mercoledì 12 settembre 2018

Viaggio di una vita attraverso i vinili - Giorno 02

Viaggio di una vita attraverso i vinili Blog Mauro Boccuni
Nell'altro post, il primo dedicato a questa sorta di diario, di viaggio alla ricerca di stati d'animo sepolti e di immagini che la memoria potrebbe riportarmi a galla mentre rigiro idealmente tra le mani i miei dischi di cui vi scrivo, dicevo nell'altro post avevo chiuso il flusso del racconto con il GH etcetera di Paul Simon, una raccolta messa su nel 1977 per celebrare il successo dell'album "Still crazy after all these years", il grammy ricevuto e probabilmente una tournèe di successo.

Ma, che io mi ricordi, all'epoca dell'acquisto dell'album, io non ero al corrente di nulla di tutto ciò.
Avevo sedici anni perché ero a Caserta, dopo il trasferimento nel mese di giugno del 1978 e la mia personale discografia contava non più di una trentina, quarantina di album, forse.
Molti i singoli :)

Trionfava tutto il repertorio dei Beatles, un lavoro di Battisti, molte cassette per sedare la bulimia da conquista rapida della discografia da intenditore!

giovedì 6 settembre 2018

Viaggio di una vita attraverso i vinili - Giorno 01


Comincio oggi, da questo post, una sorta di diario personale raccontato attraverso i miei vinili.
O forse solo quei vinili che hanno qualcosa da rammentarmi, vedremo come andranno le cose.

I post che scriverò sono implicitamente scritti per essere letti, nel senso che immagino un mio potenziale interlocutore.
Ma questo interlocutore assomiglia al militante radiofonico di una emittente di nicchia, una nicchia forse di quartiere o addirittura di condominio.
Però è certamente una persona con cui ho un rapporto continuativo, non episodico e con cui mi intrattengo come se fosse un iscritto ad un'associazione culturale, un'altra delle mie grandi passioni :)

martedì 12 giugno 2018

“3+3 - 6 occasioni per un incontro d'autore- Intervista con Odette Di Maio, Giugno 2018

Odette Di Maio
Odette Di Maio
Questa settimana per la mia rubrica "“3+3 - 6 occasioni per un incontro d'autore" ho rivolto le mie domande alla cantante Odette Di Maio, che ha pubblicato, da poche settimane, il primo cd/ep, a suo nome, dal titolo "Infinity pool".

Anche per lei tre domande a cui, su mia richiesta, ha aggiunto tre clip per valorizzare/approfondire il suo punto di vista

domenica 27 maggio 2018

“3+3 - 6 occasioni per un incontro d'autore- Intervista con Cosimo Morleo, Maggio 2018

Cosimo Morleo
Cosimo Morleo
Questa settimana per la mia rubrica "“3+3 - 6 occasioni per un incontro d'autore" ho rivolto le mie domande al cantante e autore Cosimo Morleo, con all'attivo due cd "Geni dominanti" del 2012 e "Ultreya" del 2016.
Cosimo Morleo, che ha una formazione classica, è coinvolto in progetti che lo hanno portato a collaborare con registi di cinema e di teatro, ed è, non in ultima analisi però, un insegnante di canto.
Anche per lui tre domande a cui, su mia richiesta, ha aggiunto tre clip per valorizzare/approfondire il suo punto di vista.  



"Ultreya", 2016
"Ultreya", 2016
"Geni dominanti", 2012
"Geni dominanti", 2012


mercoledì 23 maggio 2018

“3+3 - 6 occasioni per un incontro d'autore- Intervista con Ellen River, Maggio 2018

Ellen River
Ellen River
Il 27 aprile 2018 è uscito, per New Model Label, il cd "Lost souls" il secondo lavoro della cantautrice Elena Ortalli, in arte, Ellen River.

Elena/Ellen (d'ora in poi solo Ellen) ha prodotto il lavoro, curando con il bassista Antonio Rigo Righetti gli arrangiamenti.
Alle chitarre si è aggiunto Mel PreviteRobby Pellati alla batteria.

I musicisti su citati sono stati i Rocking Chairs e poi ancora La Banda al fianco di Ligabue per anni, in studio e sul palco, e in diverse occasioni è stata in tour con musicisti come Willie Nile o Elliott Murphy.

Ho rivolto ad Ellen, che è compositrice/autrice e voce i "Lost souls" le tre domande di questo mio formato dal titolo “3+3 - 6 occasioni per un incontro d'autore" con cui cerco di rivelarvi uno o due aspetti chiave del protagonista dell'intervista

Ellen River e i musicisti che l'accompagnano dal vivo

mercoledì 16 maggio 2018

“3+3 - 6 occasioni per un incontro d'autore" - Intervista con Luca Swanz Andriolo, Maggio 2018


Luca Swanz Andriolo dei Dead Cat in a Bag
Luca Swanz Andriolo dei Dead Cat in a Bag
Il 18 maggio 2018 esce il terzo lavoro del progetto musicale di Luca Swanz Andriolo, i Dead Cat in a Bag, dal titolo "Sad Dolls and Furious Flowers


Ho rivolto a Luca, che è compositore/autore, cantante, musicista ed attore, le tre domande di questo mio formato dal titolo “3+3 - 6 occasioni per un incontro d'autore" con cui cerco di rivelarvi uno o due aspetti chiave del protagonista dell'intervista

Vi ricordo che le prime "3 occasioni" sono tre risposte che l'autore ha dato ad altrettante mie domande.

Le seconde "3 occasioni" sono tre tracce musicali, scelte dall'autore, per presentarsi al lettore di internet che volesse approfondire la visione artistica del musicista.

domenica 6 maggio 2018

“3+3 - 6 occasioni per un incontro d'autore" - Intervista con Alessandro Russo, Maggio 2018

Alessandro Russo, pianista e compositore
Alessandro Russo, pianista e compositore
In occasione dell'uscita del suo secondo lavoro musicale "Escher on the Beach", ho coinvolto il compositore e pianista Alessandro Russo in un gioco dal titolo “3+3 - 6 occasioni per un incontro con un artista".

Le prime "3 occasioni" sono tre risposte che l'autore ha dato ad altrettante mie domande.

Le seconde "3 occasioni" sono tre tracce musicali, scelte dall'autore, per presentarsi al lettore di internet che volesse approfondire la visione artistica del musicista.

mercoledì 11 aprile 2018

Gli emo non erano spariti? Per una estetica degli indie da classifica

Zappatori
Zappatori
Premetto che questo post rischia di essere una tirata polemica sul diffuso abuso di provocazione tardo adolescenziale di cui sono disseminate la "canzonette al minimo sindacale" dell'indie sdoganato.
L'indie musicale che, ieri era tutto un cercare persone come me in chat, per una recensione da aggiungere al mucchio delle inutilia da indipendente italico, da esibire ad un pubblico inesistente e per di più sordo.

Oggi invece è un indie da sfigati di classe, almeno fino a che va il flusso delle classifiche sulle piattaforme di streaming e dei download da ITunes.

martedì 10 aprile 2018

"Isole", Public, 2018

"Isole", Public, 2018
"Isole", Public, 2018
Esce "Isole" dei Public, band italiana di tutto rispetto, caoacità e professionalità di cui, però,io ignoravo l'esistenza, come, d'altronde, di centinaia di altre pregevoli realtà musicali nascoste dal rumore mediatico del mainstream.

Ogni giorno non meno di cinque/dieci uscite nuove all'incirca dieci almeno quelle che intercetto io, attreverso le mie fonti.

Meno male che, come faccio io per altre persone che mi onorano del loro tempo di lettura, c'è qualcuno come Matteo Marenduzzo della Dischi Soviet Studio che, da amici, mi contatta per suggerirmi l'ascolto di una selezione delle loro ultime produzioni.

mercoledì 4 aprile 2018

Due anni fa avevo preso una pausa dalla mia attività di operatore culturale musicale

Quando due anni fa ho preso una pausa, una lunga pausa dalla mia attività di operatore culturale musicale, l'ho fatto perché provavo un senso fisico di nausea nei confronti di una editoria indipendente, prodiga di sè oltre ogni misura, anche per un commentatore come me "senza redazione".

Per darvi un'idea, ero arrivato al punto di ricevere 35/40 mail/contatti, con altrettanti allegati, ogni decina di giorni.

Cioè, in media, ogni mese avevo la casella di posta elettronica e le chat invase da non meno di 100 produzioni che, comprensibilmente, non avrei MAI potuto ascoltare nella loro totalità.
In parte o del tutto.

Ma io, che svolgo questa attività con passione e senza retribuzione, lo facevo per dare ascolto e "fare palco" virtuale per chi ne avesse la dignità e/o uno stralcio di suggestione musicale interessante, anche se ancora da sviluppare.
E' una sorta di missione la mia che piace al senso anche del tempo che sto dedicando alla stesura di questo post.

domenica 1 aprile 2018

"La sostanza dei fatti", Don Rodriguez, 2018

Il difetto principale di molte produzioni indipendenti consiste nel paradosso di dipendere dall'arbitrarietà delle scelte di professionisti - o sedicenti tali - che finiscono per occuparsi di aspetti del processo aritistico di cui hanno una competenza bassa, marginale o nulla.

Ci si arrangia anche per contenere i costi al punto tale da finire per legittimare il contributo dilettantistico come l'espressione di una protoforma di estetica di una qualunque delle fasi della filiera musicale.

Don Rodriguez, "La sostamza dei fatti", 2018
Don Rodriguez, "La sostamza dei fatti", 2018
La band dei Don Rodriguez hanno pubblicato un cd di lunga durata intitolato "La sostanza dei fatti" per la Dischi Soviet Studio.

Le premesse dichiarate nei comunicati stampa sono interessanti: il lavoro racconta le sensazioni di un gruppo di ex giovani che, nell'affacciarsi ad un'età diversa, si voltano ad osservare con malinconia un tempo che aveva ruotato intorno ad un luogo, una discoteca, spazio delle prime ed ultime prove di spensieratezza trado adolescenziale.

venerdì 30 marzo 2018

"Lettere scarlatte", Progetto Noah, 2018

Progetto Noah
Progetto Noah
Progetto Noah è una inziativa del cantautore cosentino Tullio Cesario che Alkatraz Management ha ascoltato, conosciuto, apprezzato e inserito nel roster degli artisti da valorizzare attraverso la propria esperienza di promozione dal vivo e di comunicazione presso i media.

Progetto Noah nasce come una estensione dell'attività artistica di Tullio Cesario che, dopo un apprendistato da solista attraverso una gavetta nel laboratorio virtuale dei migliori Maestri di musica rock blues d'oltreoceano, ha sentito il bisogno di farsi accompagnare da un gruppo vero e proprio, in grado di fare emergere l'energia di cui la sua musica necessitava.

Tullio Cesario
Tullio Cesario
Ecco dunque unirsi a Tullio Cesario, nel mesed i dicembre del 2017, Lorenzo Madeo alla chitarra, Mattia de Luca alla batteria (che è anche le batterie del disco) e Giuseppe Paese al basso.

"L.I.G.I.", MM&Backgroundnoise, 2018

Nei post di oggi, vi parlo di due album molto diversi tra di loro, ma accomunati dal fare parte della medesima organizzazione gestionale, la Alkatraz Management.

Ve lo dico con molta serenità, come vi dico, con molta trasparenza, che collaboro con questa realtà perché mi piace come agisce nel mercato della musica dal vivo in Italia per riportare intrattenimento, spettacolo e qualità musicale all'attenzione del pubblico dei club, dei locali.

L.I.G.I, MM&Backgroundnoise
L.I.G.I, MM&Backgroundnoise 
Il primo lavoro che vi presento si intitola "L.I.G.I", acronimo di Lussuria, Invidia, Gola, Ira. ed è a nome dei MM&Backgroundnoise cioè Max Montanari e la sua rock band.

E' l’ep uscito in digital store da qualche mese che rilancia Max Montanari l’ex frontman della hard rock band “Perikolo Generiko” (molto attiva nei primi anni del 2000).

Ho ascoltato in anteprima le quattro tracce che anticipano l'album sui sette vizi capitali, in uscita a maggio 2018.
Sembrano e sono quattro istantanee, quattro demo di un concerto dal vivo, una sorta di bootleg realizzato in diretta dal mix di palco, senza alcun tipo di intervento successivo.
Insomma wquel tipo di "regalo" che un pubblico sudato e divertito, potrebbe trovarsi nel cellulare poche ore dopo una serata, come ricordo di un evento unico ed irripetibile.
Quattro tracce dal deciso impatto hard rock senza inutili fronzoli o forzate ricercatezze da equilibrista circense alle prese con faticosi esibizionismi chitarristici.
Vero e puro solid rock!
Dario Pisapia e Max Montanari (A destra)
Questi salgono sul palco, mettono il jack negli strumenti e partono a spaccare!

"L.I.G.I" ci attende dovunque MM&Backgroundnoise suoneranno nei prossimi mesi.

Io vi proporrò le tracce del lavoro su Mixcloud e sulle liste di Spotify.

E quando incontrerò Max, vi aggiungerò qualche altro dettaglio sul lavoro.


domenica 11 marzo 2018

"L'onda", Mikeless, 2018

Sono 25 anni che seguo gli artisti dell'area indipendente italiana e internazionale perché, al netto dei vaniloqui dei troppi narcisi esclusi dai palcoscenici televisivi, si trovano delle pepite di metalli a cui già il presente assegna una forma di preziosità.

Ed è interessante apprezzare come alcuni di questi artisti abbiano assimilato, con massima proprietà di linguaggio, i valori di base del rock, inteso come ampia piattaforma su cui costruire un set di brani basati sulla "one shot vision" cioè

  1. UN soggetto da raccontare, 
  2. UNA chiave interpretativa per conquistare l'attenzione di un pubblico popolare, 
  3. UN power combo trio, 
  4. UN microfono, 
  5. buona la prima e se possibile...
  6. edizione in monofonia!
Un diver durante un'esibizione di grunge
Un diver durante un'esibizione di grunge
Questa è la magia che ci hanno consegnato il rock 'n roll degli artisti afroamericani, il punk, l'hardcore punk americano e il grunge.